Eccoci nei pressi dell’isola di Xmas.. la nave non si riesce a fermare molto vicino, perché c’è la bassa marea. I nostri tender impiegano circa 30 minuti a sbarcare; il nostro è il terzo, siamo stati abbastanza mattutini.
Arrivati, rimaniamo alquanto basiti, percè è proprio un atollo dimenticato da tutti!
Alcuni bambini ed un gruppo di adulti indigeni ci accolgono con una danza tipica e intorno a loro molte donne mostrano oggetti fatti con conchiglie e denti di squalo.
Ci rechiamo al post-office, che poi è lo stesso edificio (molto più simile ad una capanna) dove c’è la banca e il ministero della sanità. Compriamo alcuni bellissimi francobolli dell’arcipelago di Kiribati, di cui l’isola fa parte.
CI avventuriamo un po’ a piedi, ma sentendoci insicuri ed osservati, prendiamo un furgoncino, dove un poliziotto che fa la guida quando arrivano le navi, ci descrive i pochi punti abitati dell’isola, mente facciamo il giro.
Baracche, una scuola praticamente all’aperto, un isolato residence di pescatore, una bellissima spiaggia di sabbia candida.
Tornati indietro facciamo un bagno e acquistiamo qualcosa dalle signore lì intorno.
Dobbiamo tornare alla nave: ci aspettano altri due giorni e mezzo di navigazione per raggiungere la Polinesia.
Questa sera ceniamo con gli amici al Sabatini’s, il ristorante italiano, dove le portate si susseguono alle portate e ci conducono pieni allo spettacolo, dove resisteremo poco, prima di finire a nanna!