Dopo un risveglio all’alba per lo schiamazzo dei gabbiani ghignanti (gli stessi che la sera prima hanno battezzato il giubbino di Gabri) colazione con torta e cinnamon roll in Cannery Row e partenza per la Silicon Valley. Durante il tragitto una scoperta più inquietante che interessante: passiamo dalla città della produzione d’aglio degli States durante il famoso Garlic Festival!
Senza il supporto del nostro navigatore, che nel frattempo ci ha abbandonato, arriviamo a Sunyvale e poi a Cupertino.
Individuata subito la sede della Apple e il suo Infinite Loop, con il vero fiuto dei consulenti informatici, facciamo incetta di gadget al company store.
Pronti a ripartire per passare dall’amata PALO (Padulo) ALTO e giungere alla Stanford University.
Al campus, dopo una tappa al self-service, cominciamo la lunga visita: il campus è una vera città!
Memorial churc, salita sulla torre centrale di Hoover, foto al The Oval.
Infusione di scienza completata e ricevute le attese onorificienze, ripartiamo alla volta di San Francisco! Dopo una coda stile traffic jam americano, entriamo in città e ci avventuriamo alla ricerca di un hotel: ricerca molto complessa e più difficile del previsto.
Tuttavia, non perdendoci mai d’animo, alla fine troviamo il nostro grattacielo: stanza al 22-esimo piano per noi!
Lasciamo i bagagli in camera e poi subito fuori, a cena da Perry’s.
Dopo la cena, un giretto nel quartiere e un cocktail al bancone in un pub di tendenza, ove
accade l’inaudito: due americane osano abbordare Gabri con un patetico
“You have a strange accent!”.
Michela spunta subito li’ dietro saettante e le due girls ritornano sui propri passi!
E’ ora di andare a dormire… buona notte!